Dalla selezione dei migliori grani

L’azienda Alberto Poiatti predilige per la produzione della sua pasta il grano siciliano, sia per premiare le risorse del proprio territorio, sia per rispettare il più possibile la filosofia del km 0.
Attenzione particolare è rivolta al contenuto medio proteico del grano, che occorre sia almeno del 13% perché la pasta sia dotata di qualità basilari e apprezzate, come:
• tenuta alla cottura
• consistenza
• capacità di amalgamarsi al condimento.
Poiché la gran parte del grano coltivato in Sicilia, per i 3/4 circa, ha un contenuto proteico medio inferiore al 12% (che nella semola scende all’11%), la miscela dei grani siciliani che dà vita alla Pasta Alberto Poiatti è arricchita, in misura del 20% circa, da pregiati grani italiani, europei ed extraeuropei (in genere provenienti da Francia, Australia e Arizona). In tal modo il valore proteico medio della miscela di grani aumenta e assicura alla pasta requisiti qualitativi fondamentali. Sulle confezioni di pasta a marchio “Alberto Poiatti” è coerentemente e correttamente dichiarata la provenienza del grano da paesi “UE e non UE”.

La Sfida di Pasta Etna

La Alberto Poiatti è impegnata in una grande sfida: quella di creare una pasta di alta qualità utilizzando esclusivamente grano siciliano, in particolare quella nicchia che va dal 3 al 12% del totale del grano coltivato in Sicilia con contenuto proteico medio superiore al 14%.
È nata così Pasta Etna, caratterizzata da:
• grano 100% siciliano
• contenuto minimo di proteine del 13%
• trafilatura al bronzo.

Il Certificato DNV-GL di conformità ai requisiti ENI EN ISO 22005:2008 garantisce la provenienza del grano da coltivazioni in Sicilia, come specificato sulle confezioni di Pasta Etna.
Le varietà di grano siciliano utilizzate sono Maestà, Don Matteo e Iride, in quanto dotate del valore proteico più alto, e le zone di coltivazione sono situate in provincia di:
• Catania (Caltagirone, Castel di Judica, Grammichele, Mineo e Ramacca);
• Enna (Agira, Aidone, Assoro, Centuripe, Piazza Armerina, Regalbuto e Troina);
• Caltanissetta (Butera, Gela, Mazzarino e Niscemi).

*Dati percentuali tratti da “Frumenti siciliani: qualità e valore nutrizionale” | G. Russo, ResearchGate 2018
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